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 VILLA VERRI
La villa fu l’abitazione di campagna dei conti Verri che in
Biassono avevano vasti possedimenti terrieri. Costruita
all’inizio Settecento, aveva affreschi di pregevole valore
(fratelli Galliari), tutti perduti. La deprecabile scomparsa di
queste opere è l’ultima conseguenza delle vicende storiche della
villa, rimasta ai conti Verri sino al 1913 in buone condizioni
generali, poi decadute rapidamente con le successive proprietà. Fu
ultimamente acquisita dal Comune di Biassono (1960) e sottoposta
negli anni 1969-70 ad un restauro radicale curato dell’architetto
Borradori che ha comportato sostanziali modifiche soprattutto
nella suddivisione interna degli spazi. Per favorire una maggior
integrazione tra la villa e il paese sono stati demoliti alcuni
corpi minori ed è stato risistemato il giardino antistante la
facciata Ovest. Oggi le villa è adibita a sede municipale.
L’Amministrazione comunale ha in programma ulteriori interventi di
restauro.


GHIACCIAIA – VILLA VERRI
I recenti lavori di sistemazione del giardino di Villa Verri hanno
reso visibile (e accessibile) l’antica ghiacciaia annessa alla
villa.


CA' DEI BOSSI
I Bossi, come i Da Biassono ed i Crivelli, divennero proprietari
di beni fondiari dopo che fu soppresso il feudo, con l'avvento
della Repubblica Cisalpina.
Posto di fronte alla Villa Verri questo edificio, tipico
palazzetto urbano risalente al XV sec., è collocato all'interno
del tessuto cittadino tanto da essere stato individuato da questa
amministrazione, previo indispensabile restauro, come ideale luogo
di cultura e aggregazione. L'accesso dall'esterno avviene
attraverso un grandioso portale ad arco con grosse bugne regolari.
Un affascinante portico conduce allo scalone con due rampe di un
sobrio stile barocco attribuibile al XVII secolo.


VILLA CRIVELLI, SALA
Dell'antica
Villa settecentesca rimangono solo tracce frammentarie: lo schema
della proprietà ed il portale a grosse bugne che sembra
un'imitazione di quello della contigua Villa Bossi. Pare evidente
che la costruzione vera e propria venne demolita e sostituita da
recenti fabbricati dell'oratorio parrocchiale; così dicasi per il
parco ora sede di campi sportivi.


CASCINA COSSA
Sede del Museo Civico
“Carlo Verri” dal 1995.


CHIESA PARROCCHIALE DI SAN
MARTINO VESCOVO
La
parrocchia esisteva sicuramente ai tempi di Carlo Borromeo, ma non
è possibile stabilire con certezza l’anno di fondazione della
chiesa parrocchiale (edificata probabilmente su un edificio
precedente). La venerazione per Martino, vescovo di Tours, è
documentata già nel XIII secolo. Dalle linee eclettiche, la
parrocchiale conserva diversi arredi seicenteschi e statue lignee,
tra cui quella dedicata alla Madonna della Cintura. Sul sagrato
colonna “della peste” eretta nel XVII secolo, a ricordo dei
defunti ivi sepolti.


IL SANTUARIO
DELLA MADONNA DELLA BRUGHIERA
Fu edificato nel 1834 su un’area cimiteriale, a
suffragio delle vittime di un’epidemia di colera, nei pressi di un
antico oratorio dedicato a San Carlo.
La chiesetta ha subito due importanti restauri, negli anni
Quaranta e Settanta.


CISTERNA ROMANA
In località cascina Sant’Andrea nei primi anni settanta
furono rinvenuti i resti di una villa romana: parte di muro, una
cisterna e la conduttura idraulica, frammenti di pavimentazione.
La cisterna, recentemente sistemata, è visitabile previo accordo
con il G.R.A.L. .


SAN GIORGIO AL
LAMBRO
La frazione dovrebbe avere origini molto antiche,
poiché si trova lungo il fiume Lambro, in una zona ideale per
l’impianto di mulini e lavanderie. Sono ancora visibili i resti di
canali molitori e di mulini fluviali, nonché un porticato con
colonne dei secoli XIV-XV. Alla fine dell’Ottocento vennero fatti
importanti ritrovamenti di epoca romana (depositati al Museo
Archeologico di Milano). La chiesa parrocchiale sorge sul luogo in
cui esisteva un antico oratorio dedicato a San Giorgio. A San
Giorgio al Lambro nacque Gaetano Osculati (1808- 1894),
esploratore e cartografo.


LE CORTI
Il Terzo Ordine degli Umiliati, costituito dopo il
1100, annoverò a Biassono un monastero maschile ed uno femminile.
Le credenze popolari indicano una di queste sedi in un cortile
denominato appunto " Corte del Monastero" o " Corte degli
Umiliati". In tale corte sono peraltro visibili, una casa e dei
camini costruiti in periodo susseguente a quello del monastero che
risale al XIII sec.
La " Corte del Lazzaretto", ove si possono ammirare numerosi
gelsi, pare abbia ospitato gli appestati in occasione delle tristi
epidemie del 1576 e del 1630. La " Corte del Castello" mantiene la
forma del recinto fortificato creato probabilmente nell' Alto
Medioevo. Il porticato d'ingresso ne indica ancora il nome.


MONUMENTO AI CADUTI DI NASSIRYA
Il monumento è stato voluto dall’Amministrazione comunale in memoria dei 19 italiani morti a seguito dell’ attentato terroristico avvenuto nel novembre 2003 (12 uomini appartenenti all’Arma dei Carabinieri - 5 all’Esercito – 2 civili).
L’opera sorge in via Cesana Villa, nella piazzetta antistante la sede della locale stazione dei Carabinieri, ed è stata inaugurata il 13 novembre 2004 con una apposita cerimonia ufficiale.
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