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CENNI STORICI
La costruzione dell’autodromo di Monza fu decisa nel gennaio del 1922 dall’Automobile Club di Milano con lo scopo di celebrare il venticinquesimo anniversario di nascita dell’Associazione: questa infatti era sorta sia pure in forma embrionale, nel marzo dell’1897. La realizzazione di un impianto fisso ed autonomo da destinare alle competizioni motoristiche e alle prove sperimentali era suggerita dalle esigenze tecniche e commerciali delle varie Case costruttrici nazionali che, anche in quel tempo, guardavano alla esportazione verso i mercati esteri come ad una fase di sviluppo dell’attività produttiva.
L’autodromo di Monza venne costruito in solo 110 giorni, per ospitare la seconda edizione del Gran Premio d’Italia, dopo che il primo aveva avuto come sede, nel 1921, il veloce ma non sufficientemente attrezzato, circuito semi-permanente di Montichiari.
Il problema primario da risolvere era quello di reperire una sede degna del Gran Premio d’Italia che ricalcasse i fasti del già affermato Gran Prix di Francia. Questo obbiettivo fu raggiunto; infatti ormai da circa un secolo Monza, costituisce il palcoscenico naturale della più famosa competizione automobilistica del nostro Paese.
Per la localizzazione geografica dell’autodromo furono prospettate varie ipotesi, le più consistenti delle quali riguardavano la zona della brughiera di Gallarate, dove sorge oggi l’aeroporto internazionale della Malpensa, nonché un area che si trovava nel rione, allora periferico per Milano, della Gagnola. La decisione adottata in via definitiva fu tuttavia quella di optare per il parco della Villa Reale di Monza che in quel tempo era affidato all’Opera Nazionale Combattenti.
La seconda guerra mondiale determinò la sospensione di ogni attività all’interno dell’autodromo che al concludersi del conflitto rimase estremamente inagibile.
Il ripristino integrale dell’autodromo venne deciso dall’Automobile Club Milano all’inizio del 1948. Ancora una volta in un lasso di tempo estremamente breve, non più di due mesi, l’impianto venne restituito alla funzionalità originaria con il rifacimento di tutte le sue strutture.
Nel 1955 si decise di realizzare opere che trasformassero l’intero complesso sotto il profilo della funzionalità. Si ripristinò infatti un circuito di complessivi 10 chilometri comprendente, come il progetto originale del 1922, un settore stradale ed un settore d’alta velocità adeguati alle esigenze delle competizioni e ai tentativi di record. Fu pertanto realizzato un anello con due curve sopraelevate che ricalcava lo schema del 1922, salvo un arretramento a Sud per ricavare un sottopasso, avente intersezione con il circuito stradale simile a quella originaria. La nuova pista d’alta velocità misurava 4.250 metri ed era costruita su strutture in cemento armato anziché su terrapieno come l’originale; le due grandi curve sopraelevate erano calcolate per una velocità massima teorica di circa 285 km/h.
Per la migliore utilizzazione del circuito, nel 1959, a seguito del crescente numero di adesioni alla formula addestrativi Junior venne realizzato un raccordo di pista collegante a Nord il rettifilo delle tribune con quello centrale; detto raccordo, ad andamento sinuoso, da luogo ad un tracciato, detto appunto Junior, che include la curva “parabolica” e che in origine misurava 2.385 metri.
Nuove misure di sicurezza s’ imponevano nel frattempo in relazione al progressivo aumento delle prestazioni delle vetture. Nel 1972, ad esempio, vennero realizzate due delle tre “chicanes” oggi esistenti. Alcuni interventi finalizzati al suo adeguamento agli standard di sicurezza non hanno comunque mutato la fisionomia del tracciato anche se si è effettuata una ridefinizione del disegno della seconda curva di Lesmo e uno spostamento verso l’interno della curva Grande.
Il nuovo complesso box e altri lavori strutturali rendono l’autodromo uno degli impianti più moderni del mondo.

L’AUTODROMO OGGI
L’autodromo di Monza è oggi il maggior complesso sportivo italiano e comprende molteplici strutture.
Tre piste: la pista da Gran premio di m 5.793, la pista Junior di m 2.405, la pista di velocità di m 4.250.
Tribune: coperte e scoperte per complessivi 55.000 posti a sedere, gradinate per il pubblico per 20.000 posti a sedere e prato per 60.000 per una capienza complessiva di 135.000 posti.
Fabbricato box: n. 60 box corsa, n.15 salette di rappresentanza, mq 5000 di terrazza, locali per Direzione Gara – Uffici Organizzativi – Meeting – Sala stampa per 600 posti.
Edificio servizi: locali tecnici di supporto all’attività di pista, uffici di Polizia, Polizia stradale, Carabinieri, Centro elaborazione dati, 24 salette di rappresentanza, 14 terrazze di rappresentanza.
Box di rappresentanza: 9 box adibiti ad aree ospitalità per aziende posti sul rettilineo traguardo con giardinetto privato e tribunetta riservata.
Padiglioni: uno di forma romboidale di 800 mq di superficie, condizionato e riscaldato, l’altro usato per esposizioni e convegni, di 2.500 mq, completo di servizi ed illuminazione.
Centro medico: dotato di 3 sale mediche, 2 rianimazioni, 1 radiologia, 2 sale degenza, servizi magazzino, uffici, sala per il personale medico ed eliporto.
Inoltre la pista è cablata con 31 punti di rilevamento tempi dai quali le vetture traggono informazioni per le gare. L’impianto televisivo a circuito chiuso, costruito da 18 telecamere, copre l’intero tracciato della pista e fa capo ad una sala regia con 18 monitor di controllo e relativi videoregistratori.
Per saperne di più:
www.monzanet.it

LA CURVA BIASSONO
La prima curva, dopo il rettilineo della partenza/arrivo, detta “Curva Grande” è stata recentemente denominata “Curva Biassono”. Infatti circa un terzo del tracciato - dalla fine della prima variante sino alla seconda di Lesmo - confina con il territorio del Comune di Biassono.



 
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